IL COTTO FATTO A MANO

Il mattone ha da sempre accompagnato la storia dell’uomo, sin dall'epoca preistorica.
In Italia, prima gli Etruschi e poi i Romani sviluppano e perfezionano l’arte dell’impasto e della cottura, sia a scopo edile che decorativo,  la tradizione del mattone prosegue ininterrotta nel Medioevo e nel Rinascimento.Oggi il mattone fatto a mano  è stato largamente rivalutato e riscoperto nella sua  lavorazione artigianale, grazie alle sue indiscutibili qualità di naturalità, bellezza e versatilità. Il cotto è usato ai giorni nostri non più solo in ambienti rustici ma anche nelle abitazioni più moderne, proprio perché nel corso del tempo è stato valutato come un pavimento di gran classe e prestigio. Riesce quindi a convivere con i più diversi stili architettonici.
L’argilla che noi della Emmeci usiamo è un’argilla denominata galestro, classica del cotto imprunetino.Con essa riusciamo a  dare vita ad un materiale biologico e ecocompatibile dalle caratteristiche tecniche molto interessanti ed uniche come un elevata coibentazione termica, resistenza al gelo, antiscivolo.
Dalla cava di galestro vengono prelevate ed essiccate al sole grosse quantità di argilla , che poi verranno utilizzate dopo 2 anni di stoccaggio in capannoni coperti.
L’impasto dell’argilla è la prima fase, quindi si mescola il galestro con l’acqua in modo da rendere l’impasto plasmabile con le mani, più dura per la produzione di vasi, più morbida per la produzione di mattoni.

Per i vasi il procedimento è il seguente:

con l’argilla impastata si creano dei “bachi di argilla “ tondi di circa 10 cm di diametro e lunghi circa 30/40 cm,  presi in mano andremo a fare un movimento rotatorio a vite che creerà la forma e  lo spessore del vaso . Il giorno dopo procederemo alla rifinitura del vaso da noi creato e poi all’essiccazione che dovrà essere più lenta possibile e che in base alla dimensione potrà durare anche un mese. Poi procederemo alla cottura.   

Per i mattoni il procedimento è il seguente:
l’argilla impastata più morbida si adagia negli stampi in legno della misura del mattone richiesto maggiorata di un 10% per il ritiro, ricordandosi bene di spolverare il piano di appoggio (sarà quello che darà la superficie), poi si mette il materiale prodotto ad asciugare per circa 10 giorni  nel seccatoio a ventilazione forzata, questo per rendere l’essiccazione più veloce possibile specialmente nei periodi invernali molto umidi. Una volta essiccato il materiale viene rifilato a bordi e caricato nei carrelli del forno dove resterà per circa 4 giorni.
Tutte queste fasi vengono effettuate dalle mani esperte dell’artigiano, il quale donerà ad ogni singolo mattone e singolo vaso  tutta la sua esperienza e unicità.
Il ciclo di cottura come ho già detto durerà   4 giorni: poco più di 2 giorni per la salita  per portare a circa 1000 gradi la camera del fuoco dove sosterà per  7 ore poi inizierà la discesa lenta e naturale.
Il quarto giorno avremo un materiale che è invidiato da tutto il mondo soprattutto per la sua  bellezza e  resistenza .